Obiettivo è stato raggiunto, ed un grazie a tutti i videomakers che hanno realizzato veramente dei documentari turistici di alta qualità espressiva. Sono arrivate in redazione 125 documentari con argomenti diversi con una capacità espressiva ricca di contenuti sia turistici che culturali. Adesso ha inizio la fase più importante coinvolgere le istituzioni ad interagire... NOTA PER TUTTI I PARTECIPANTI:
A breve saranno pubblicate tutte le opere pervenute
SEMINARA
Foto: Flaminio Ciro
Secondo molti autorevoli studiosi Seminara fu fondata tra il settimo e l'ottavo secolo, presumibilmente, dalla vicina Taureana gravemente danneggiata dalle varie scorrerie dei Saraceni d'Africa e dei Longobardi verso la fine del VI secolo dell'era volgare. In seguito all'ultimo assalto del 951, infatti, un'orda di Arageni, Mori e Cartaginesi distrusse Taureana, i cui abitanti, consapevoli di non potersi apprestare a valida difesa, trovarono scampo nei vicini castelli, la maggior parte a Seminara, la quale, invece, era riuscita a resistere e a non farsi distruggere dalle medesime scorrerie. Questo esodo forzato della popolazione di Taureana, antica colonia greca, segnò la grecizzazione di Seminara: Ma forse la testimonianza più probante dell'assimilazione della cultura greca sin dai tempi delle prime colonizzazioni del VIII e VII secolo A.S. è la produzione della ceramica in particolare delle maschere, delle anfore, delle "bumbule" e delle "cortare". Come non riconoscere, infatti, nelle forme più antiche delle maschere seminaresi, a buon diritto famose, le rappresentazioni più classiche ed antiche del teatro greco. Forme ed espressioni chiaramente personalizzate attraverso il filtro di una cultura indigena che comunque doveva essere notevole anche prima della colonizzazione greca.
Dopo la distruzione di Taureana, Seminara, che ne ereditò il prestigio religioso ed il potere politico, cominciò ad esercitare la sua influenza su tutto il territorio ad essa circostante e furono suoi casali: Palme (oggi Palmi), S. Anna, strangi, Petrola, S. Andrea e S. Opolo.
Seminara fu anche centro d'importanza commerciale e militare perché attraversata dalla via consolare <<Popilia>> che collegava dal foro di Capua la via Appia con Reggio Calabria.Percorrendo questa strada l'imperatore Carlo V, dopo la vittoria di Tunisi, nel viaggio da Reggio verso Napoli passò per Seminara e vi sostò nel 1535.I più importanti fatti d'armi che si verificarono in territorio di Seminara furono le ormai famose battaglie tra francesi e spagnoli in contrada <<Figurella>> nel 1495, vinta dai francesi e durante la quale lo stesso re di Napoli, Ferdinando II d'Aragona, si salvò riparandosi entro le mura di Seminara; la seconda fu combattuta in contrada "S. Leo" nel 1503 e vide vittoriosi gli spagnoli: In entrambe le battaglie i feriti di entrambi le parti furono ricoverati nell'ospedale "S.S. Trinità" in Seminara.Testimonianza della viva fede religiosa e del potere ecclesiale che gestiva gran parte della vita pubblica è lo stesso straordinario numero di chiese e conventi esistenti dentro e fuori le mura della città. Un manoscritto del tempo elenca ben 32 chiese e 8 conventi il più antico e importante dei quali era quello di S. Filareto, dove svolse, per un certo periodo di tempo, i suoi studi filosofici Bernardino Telesio di Cosenza. A Seminara nasceva nel 1290 il monaco Bernardo Barlaam, Teologo Umanista e Filosofo, iniziatore della polemica "Esicastica" con la Chiesa Ortodossa e maestro di greco del petrarca. L'antica città di Seminara venne distrutta quasi completamente dal terribile terremoto del 1783 e, la nuova cittadina venne progettata e costruita più amonte dello stesso crinale aspromontano su pianta del reggio architetto Vincenzo Ferrarese. Nuovamente devastata dal sisma del 1908 Seminara trovò grazie alla tenacia ed al coraggio della propria gente la forza per risorgere dalle rovine.
L'antica città di Seminara venne distrutta quasi completamente dal terribile terremoto del 1783 e, la nuova cittadina venne progettata e costruita più amonte dello stesso crinale aspromontano su pianta del reggio architetto Vincenzo Ferrarese. Nuovamente devastata dal sisma del 1908 Seminara trovò grazie alla tenacia ed al coraggio della propria gente la forza per risorgere dalle rovine.Seminara, comune della provincia di Reggio Calabria, è composta dal centro e da tre frazioni: Barritteri, che dista 5 km dal centro; S. Anna, che dista 2 km e Paparone a 6 km.
Il suo territorio si estende per 33,55 kmq confinando con i comuni di Palmi, Bagnara Calabra, Gioia Tauro, Melicucco, Oppido Mamertina, Rizziconi, San Procopio e con il Mar Tirreno. Dista 54 km dal capoluogo Reggio Calabria. Cala Janculla o Iancuia, solitaria e inaccessibile, giace tra due speroni di roccia al centro della Costa Viola. E lestrema propaggine sulla costa tirrenica del territorio comunale di Seminara, cittadina alle falde del Parco Nazionale dellAspromonte nota per le sue ceramiche. La spiaggetta di sabbia fine ed i fondali profondissimi fanno da contrappunto al bastione montuoso del Monte S. Elia, estremo crinale aspromontano a picco sul mare. La scogliera è percorsa a mezza costa dal Sentiero del Trecciolino, che offre panorami stupendi e costituisce lunica via daccesso a Cala Janculla altrimenti raggiungibile solo dal mare. In mare, tra gli scogli e le falesie, la preziosità dei fondali merita una visita subacquea, e la Grotta delle Rondini che si apre su un fianco di Cala Janculla merita una visita in barca, così come le vicine Grotta Perciata e Grotta delle Sirene.
Cala Janculla è già un SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed è la perla della Costa Viola, paesaggio marino tra i più spettacolari che regala la Calabria, che si spera possa diventare presto un parco marino. Così chiamata per lincredibile colore delle sue acque, si snoda da Capo Barbi alla Rupe di Scilla, lungo il litorale tirrenico. I crinali impervi del massiccio dellAspromonte da cui è dominata precipitano direttamente in mare: alti fino a 700 metri, i bastioni sono interrotti solo da fratture geologiche e da canaloni di brevi torrenti.
Fitta macchia mediterranea e distese di ginestre ricoprono le pareti a strapiombo, in alcuni tratti modellate a gradoni dal lavoro secolare dei contadini per coltivare luva di Zibibbo. Larco di costa tra Bagnara e Scilla è anche il regno delle feluche. La pesca tradizionale del pescespada ha origini che si perdono nel tempo, ma ancora oggi sulla spiaggia di Bagnara di possono ammirare le vecchie barche tirate in secco, inconfondibili per le lunghe passerelle dei fiocinatori ed i pennoni degli avvistatori. E insieme a queste sopravvive ancora qualche luntro, la piccola e agile imbarcazione con un albero di vedetta per lavvistatore con la quale si pescava il pescespada nellantichità.
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