Obiettivo è stato raggiunto, ed un grazie a tutti i videomakers che hanno realizzato veramente dei documentari turistici di alta qualità espressiva. Sono arrivate in redazione 125 documentari con argomenti diversi con una capacità espressiva ricca di contenuti sia turistici che culturali. Adesso ha inizio la fase più importante coinvolgere le istituzioni ad interagire... NOTA PER TUTTI I PARTECIPANTI:
A breve saranno pubblicate tutte le opere pervenute
REGGIO CALABRIA
Foto: Flaminio Ciro
La città di Reggio Calabria, incastonata tra le pendici dell'Aspromonte e il mar Tirreno, offre spettacolari paesaggi, natura incontaminata e tracce di un grande passato, testimoniato anche dalle tradizioni ancora vive tra le genti del luogo. Di notevole bellezza il lungomare di Reggio Calabria, recentemente ricostruito, definito da molti il "chilometro più bello d'Italia", grazie alla sua posizione lungo la fascia costiera, completamente immerso nello spettacolare scenario dello Stretto di Messina e circondato da una florida vegetazione, caratterizzata da rigogliose piante tropicali ad alto fusto.
Antica colonia calcidese, fondata nell'VIII secolo a.C., conobbe grande splendore non solo nel periodo magnogreco, ma anche in quello romano e bizantino. Ne sono, infatti, testimonianza i resti della cinta muraria del IV secolo a.C. e quelli delle terme romane, che si incontrano sul bellissimo lungomare.Reggio Calabria fondata intorno al 743 a.C., ha un aspetto regolare e moderno e può essere considerata una "città nuova" completamente ricostruita dopo che il 28 dicembre del 1908 un violentissimo terremoto distrusse la "città vecchia", a sua volta opera della ricostruzione seguita ad un altrettanto catastrofico sisma, quello del 1783.
Una delle maggiori attrattive culturali di Reggio Calabria è l'importantissimo Museo Archeologico Nazionale; esso custodisce oltre ai famosi bronzi di Riace, numerosi tesori artistico-archeologici provenienti da tutta la provincia, ma anche materiali preistorici e protostorici, e capolavori di età medioevale e moderna.
Il primo piano ospita collezioni epigrafiche e numismatiche, insieme a materiali provenienti dalle colonie di Reggio, Medma, Metauros, Caulonia, Krimisa e Laos, relativi alla sezione, inaugurata nel 1982, delle colonie e subcolonie greche della Calabria. Il settore d'arte medioevale e moderna nel quale si segnalano, per il loro particolare valore artistico, due tavolette di Antonello da Messina e un quadro di Mattia Preti, è collocato al secondo piano. Nel 1981 è stata inoltre istituita la sezione di archeologia subacquea che, oltre a una ricca serie di reperti provenienti dai fondali calabresi, ospita i bellissimi bronzi greci, rinvenuti a Riace nel 1972, e la famosa testa del "filosofo", risalente alla metà del V secolo a.C. Il museo è dotato di archivio fotografico e storico, biblioteca, laboratorio di restauro, bookshop e servizi per disabili, aperto ai visitatori è possibile avvalersi di visite guidate.
La moderna Reggio Calabria si è sviluppata proprio sull'area nella quale un tempo si trovava la colonia greca. Di questa non sono rimaste che poche tracce, sia per la sovrapposizione del nuovo abitato su quello antico, sia a causa dei numerosi terremoti che hanno devastato la città, in particolare quelli del 1783 e del 1908. Lungo la via Marina, una della strade più suggestive del centro, si conservano tracce della cinta muraria greca, costituita da blocchi squadrati, risalenti forse alla fine del IV secolo a.C., e i resti di un mosaico appartenente a terme di epoca romana, del III d.C. Purtroppo non sono invece più visibili i resti del santuario del fondo Griso-Laboccetta (VI-IV a. C.), quelli di un tempio di età classica e di un odeion del III secolo a.C.
Nella parte alta di Reggio Calabria, perfettamente integrato nel tessuto urbano del centro storico, sorge il maestoso castello aragonese . Ubicato in una piazza alla quale dà il nome, il maniero, il cui nucleo originario risale forse a un periodo precedente alle invasioni barbariche del V secolo d.C., fu ristrutturato e ampliato dagli Aragonesi nel corso del XV secolo. Ancora oggi sono visibili i due possenti torrioni di pianta cilindrica e tratti della cinta muraria, eretti nel 1458 per volere del vicerè spagnolo Ferdinando II. Il castello, che resistette alle incursioni turche del XVI secolo e a diversi terremoti, fu conquistato da Garibaldi nell'agosto del 1860. Recentemente modificato per consentire il passaggio di importanti arterie viarie cittadine, è sede fin dal 1952 di un Osservatorio dell'Istituto Nazionale di Geofisica, dotato di un centro sismico e di uno meteorologico.
Di particolare importanza anche le numerose Chiese presenti nella città, in modo particolare il maestoso duomo. L'edificio sacro più ampio della regione, fu costruito in stile neo-romanico nel corso degli anni '30.
Sulla preziosa facciata, finemente decorata, si aprono tre bei portali e graziose bifore a tutto sesto, mentre nei lati delle scalinate di accesso si trovano due pregevoli statue di Francesco Jerace, raffiguranti i SS. Paolo e Stefano. L'interno, diviso in tre navate, conserva opere d'arte di notevole valore artistico, tra le quali si segnalano la cappella del Sacramento, con magnifiche decorazioni in stile barocco, la tela raffigurante il Sacrificio di Melchisedec, del messinese Domenico Marolì, del XVII secolo, un crocifisso ligneo del '700 e, infine, un bacolo vescovile in argento dorato e smaltato.
Ma Reggio Calabria è anche nota per l'ottima cucina, semplice e genuina, che fonde in un perfetto connubio di gusti e sapori tradizioni gastronomiche diversissime tra loro come quella tipicamente mediterranea e quella araba.
Indiscusso protagonista è il pesce dello Stretto, soprattutto il pesce spada, servito in vari modi: arrostito con il salmoriglio, gustosa salsina bianca di origine spagnola, cotto al vapore con la "ghiotta", salsa di derivazione araba, o farcito a involtino.
Tipici poi la "fravagghia", fritto misto di piccoli pesci, e le frittelle di "nannata", neonata di pesce azzurro. Molto utilizzata è anche la carne di maiale, la cui lavorazione produce ottimi salumi, aromatizzati solitamente con semi di finocchio selvatico, e "frittole", carne cotta nello strutto e cucinata nelle "caldaie". Appetitosi i primi piatti, dai "maccarruni i casa", pasta fresca filata con un ferro da calza o con un filo di salice, conditi con ragù di maiale e manzo o capra, agli spaghetti con acciughe salate e mollica, piatto tipico della vigilia di Natale, al pasticcio farcito con legumi o verdure, o anche con formaggi e salame. Squisiti i formaggi, tra i quali si segnalano le ricotte e i pecorini d'Aspromonte. Il clima estremamente mite e dolce della zona costiera favorisce inoltre la coltivazione di ogni specie d'agrume, in modo particolare rinomata è la produzione del pregiato bergamotto, ingrediente principale di svariate delizie tipiche della provincia reggina. Deliziosi i dolci legati alle piu' importanti festività religiose: le pastiere e i "cuddhuraci", focacce decorate con le uova, a Pasqua, le "ossa di morto", piccoli frutti di pasta reale, prodotte per la festività dei defunti, i "petrali", biscottini farciti con frutta fresca e secca e i torroni, a Natale. Rinomati e di eccezionale qualità, infine, i gelati e le granite, che è possibile gustare in ogni periodo dell'anno.
I BRONZI DI RIACE Nell'agosto del 1972, a circa 300 m. al largo della spiaggia di Riace Marina, sono state rinvenute due statue bronzee completamente ricoperte di numerose incrostazioni. Una prima fase di pulitura è stata effettuata al Museo Nazionale di Reggio Calabria, mentre in seguito le statue furono sottoposte a ulteriori interventi di restauro presso un centro specializzato di Firenze. Attentamente studiate, si rivelarono originali greci di eccezionale valore. Alte circa 2 metri, rappresentano probabilmente due guerrieri e si ritiene che risalgano al V secolo a.C.; la statua denominata A, che raffigura il guerriero più giovane, sarebbe del 460/450 a.C., mentre la statua B del 430/420. Controversa l'attribuzione anche se, una delle ipotesi oggi più accreditate, le vuole opera dell'ateniese Fidia. Quanto alla provenienza si ritiene che facessero parte del gruppo di eroi omerici di Olimpia, o del tesoro degli Ateniesi a Delfi. Le statue, fuse con la tecnica a cera persa diretta, presentano un modellato estremamente curato nei particolari anatomici, che crea un'immagine complessiva di grandissima armonia e naturalezza; alla plasticità estrema dei corpi corrisponde l'intensità espressiva dei volti, con le labbra rivestite da una lamina di rame, i denti da una patina argentea e gli occhi in avorio e pasta vitrea. Splendidi i riccioli lavorati a tutto tondo che, pur trattenuti da una fascia, con le loro volute incorniciano il viso del guerriero più giovane; diverse le caratteristiche della statua B, il cui capo appare non rifinito perchè probabilmente coperto da un elmo corinzio rialzato. I bronzi di Riace, la cui superba bellezza è esempio unico al mondo della perfezione e dell'equilibrio formale dell'arte greca nel V secolo a.C., sono custoditi nella sezione di archeologia subacquea del Museo Nazionale di Reggio Calabria.
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